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 settembre 2010

 

Mentre da noi la lista nera per i cani pericolosi viene definitivamente archiviata grazie all’intercessione del sottosegretario alla salute Francesca Martini, in altri paesi questo sta diventando una triste realtà. In Argentina è entrata in vigore una legge che obbliga i proprietari di cani “pericolosi” ad iscriverli in un apposito registro.

 

Questa legge, che comprende razze come Dogo, Rottweiler, Pitbull, Akita e altri cani, stabilisce delle regole di comportamento e di educazione per questi cani. Dà delle direttive per il luogo in cui questi animali devono vivere e come devono socializzare. La pena per chi non segue queste direttive è una multa che và da 500 a 2000 dollari.

 


 

Dal 1° novembre 2011 è ufficialmente entrata in vigore la normativa che vieta il taglio delle orecchie e della coda ai cani

 

Abbiamo raggiunto un importante traguardo. Con l’entrata in vigore dell’articolo 10 della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia – ratificata in Italia con la legge 201/2010 -, che si somma a quanto previsto dall’ordinanza Martini del 2009, chi viola il divieto – sia esso un veterinario, un allevatore, o il proprietario dell’animale – è punibile con la reclusione da 3 a 18 mesi o con una multa da 5mila a 30mila euro.

 

Dopo un lungo e tortuoso percorso sono state finalmente respinte una serie di manovre che, portate avanti da una parte del mondo venatorio, avrebbero permesso di eludere le norme italiane e internazionali.

 

Una battaglia condotta da Enpa, Lav e Lega Nazionale per la Difesa del Cane sin dallo scorso maggio, quando una nota del Ministro della Salute, Ferruccio Fazio, cercò di reintrodurre la possibilità di fare i tagli in alcuni casi e di poter vendere cuccioli con code ed orecchie tagliate ad uso e consumo della lobby venatoria.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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