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combattimenti
Appena in grado, i cuccioli vengono sottoposti a un allenamento intensivo: ore e ore passate a correre su un tapis roulant, (tappeto rotante) ad azzannare e dilaniare tubi di gomma, a inseguire prede vive (gatti ad esempio) legate a pertiche rotanti. E poi la dieta: sovradosaggio di vitamine e proteine e sempre maggior abitudine a droghe eccitanti.
Verso i due anni e mezzo, questa mostruosa macchina da combattimento è pronta a uccidere: in una minuscola fossa, mentre attorno la folla sfoga i propri istinti sadici con selvaggia soddisfazione, il cane drogato si avventa contro il proprio simile in una lotta all'ultimo sangue che può durare fino a due ore. Due ore di squarci profondi, di atroci mutilazioni, di rivoltante violenza. Il perdente, se non è già spirato, viene finito con un colpo di pistola: l'unico atto di pietà che gli esseri "superiori" abbiano mai avuto nei suoi confronti. Il vincitore, invece, se non verrà soppresso perché non più utilizzabile, godrà di "amorevoli cure" per poter di nuovo suscitare eccitanti brividi di emozione. Nel febbraio del 1992, la stampa italiana ci ha informato sulle lotte tra cani clandestinamente organizzate in Italia (ad esempio in provincia di Catania, Ragusa, Siracusa, Napoli. Gli italiani, si sa, brillano per la loro "inventiva": invece di sprecare denaro nell'allevare i cani, preferiscono rubarli (oltre 200 denunce di rapimento alle guardie zoofile nella sola Catania). Poi mozzano loro orecchie e code (per fornire meno punti di presa all'avversario) e li allenano al combattimento.
Hanno anche inventato una variante: l'incontro di cui si conosce già il vincitore. Di solito si tratta di un grosso cane da guardia, ben allenato, gettato contro un bastardino precedentemente "ammorbidito" a legnate. Non si tratta neppure più di fare scommesse: si paga solo per vedere lo spettacolo di uno sventurato cagnetto che viene squartato da un'altra vittima dell'uomo.
ORIGINI DEI CANI DA COMBATTIMENTO
Il bull baiting. La lotta tra i cani e le grandi prede, come l’orso, il cinghiale, l’uro, viene simulata fin dai tempi antichi nelle arene. Verso il 1200 la progressiva riduzione di prede e predatori in Europa, e la crescita delle città e del commercio provoca lo spostarsi dei combattimenti dalle arene alle piazze; i cani sono aizzati contro orsi e tori legati per le zampe, il collo o le corna. Questi crudeli combattimenti diventano lo sport preferito in Gran Bretagna, soprattutto a partire dal periodo Elisabettiano (c.a. 1550); sono utilizzati i grandi cani da caccia, alani e mastiff. Verso il 1650 il combattimento diventa sport popolare: nasce il bull baiting, combattimento nel quale il cane deve afferrare il toro per le orecchie o il musello, e non lasciare la presa. Gli inglesi, ai pesanti mastini preferiscono i più piccoli e agili cani dei macellai, di aspetto simile a un piccolo mastiff, con il pelo raso, la coda lunga, di colore spesso pezzato, detti bull dog, cani da toro. Già nel 1689 l’Olanda vieta i combattimenti, seguita nel 1834 dalla Francia e l’anno successivo dall’Inghilterra.
Il combattimento tra cani. In Gran Bretagna le lotte continuano mettendo a confronto avversari più piccoli e facili da nascondere alla polizia: nascono le lotte tra cani, la caccia al ratto. Sono preferiti i cani conosciuti come Pit Bull o Bull and Terrier, secondo alcuni autori il risultato dell‘incrocio tra il bulldog da combattimento e alcune varietà di terrier, secondo altri i diretti discendenti del bulldog da combattimento. In altri paesi del vecchi continente continuano le lotte tra i cani dei macellai e i tori, e le lotte tra cani. Sarà soprattutto il Nuovo Mondo a mantenere e sviluppare l’ambiente del combattimento tra cani, selezionando la razza attraverso una fortissima competizione.
Gameness. Nei cani da presa e da combattimento viene valutata la gameness: la tendenza ad affrontare l’avversario senza valutarne la pericolosità, la tendenza ad attaccare (bassa latenza di attacco) e continuare lo scontro (persistenza), anche fino alla morte. La gameness è una caratteristica dei cani da presa, dei cani da tana e da nocivi (es bassotti e terrier), e dei cani da combattimento.
Legge contro suini uccisi dai pit bull
Tempi duri per gli "amanti" dei combattimenti tra cani e maiali in Usa. Mississippi, Alabama, Tennessee, Georgia e South Carolina stanno studiando provvedimenti per bandire questi combattimenti nel corso dei quali i suini perdono sempre. Chiuso in un recinto, un maiale può affrontare fino a 10 cani (in genere feroci pit bull) che alla fine lo uccidono. Vince il cane che riesce ad azzannare il maiale più in fretta. I sostenitori di questi barbari combattimenti, contrari ovviamente ai provvedimenti allo studio, affermano che si tratta in realtà di una serie di test per valutare le capacità dei cani da caccia. Il fenomeno è nato agli inizi degli anni '90 e si è pian piano diffuso negli Stati del Sud, come ha ricorda John Goodwin, uno dei responsabili della Humane Society of the United States, una organizzazione animalista, che si è battuta per l'abolizione di questa barbarie. Una vittoria non solo per i maiali, ma anche per gli stessi cani, sfruttati dall'uomo a soddisfare il proprio gusto del macabro.
Combattimenti tra cani e orsi
Nei paesi orientali gli orsi, prelevati dalla natura affrontano cani in combattimenti che durano fino a sei rounds, che si protraggono fino a tre volte al giorno, anche con gli animali feriti, a differenza del cane gli orsi sono privati dei denti e degli artigli mentre i cani sono liberi, gli orsi uccidono spesso i cani con i loro potenti colpi effettuati con le zampe anteriori, questi combattimenti sono vietati dalla legge ma il giro d'affari che interessa questo tipo di attività coinvolge anche la polizia locale, che ritira il denaro dei biglietti di ingresso.
Galli
Oltre i combattimenti tra cani vi è il combattimento tra i galli a cui sono applicate punte d'acciaio di circa otto centimetri agli speroni, il becco e gli artigli sono affilati per creare maggior danno, talvolta durante gli allenamenti le zampe del gallo sono protette da un guantone da boxe. combattimenti avvengono in un gallodromo e sono combattimenti di breve durata che si concludono con la morte di uno dei due avversari. Questo è uno "sport tipico" dei paesi del centro america ma sono registrati combattimenti in Francia, Thailandia ed altre parti del mondo."Sport" che clandestinamente sta prendendo piede anche in Italia, a Roma furono sequestarti 64 galli da combattimento nel 2002, questi galli furono sono importati in Italia dal Messico. In Thailandia i galli da combattimento fanno parte della cultura locale e li troviamo nei giochi tradizionali regionali, il Kai Chon o Gallo Tailandese Da Combattimento(immagine di seguito) è il simbolo vivente di questo popolo.
Combattimenti tra tori
In Portogallo nel nord del paese a Tras-os-Montes si svolgono i combattimento tra grossi tori di razza barrosã, il combattimento finisce con la vincita di un toro, in seguito allo sfinimento dell'altro.
-I tori "combattono" gli uomini nella corrida
Le corse clandestine:
Le corse clandestine tra cavalli e le truffe nel mondo dell'ippica sono in preoccupante aumento con numerose denunce e sequestri di cavalli e corse clandestine sono interrotte.Un fenomeno in crescita in varie parti d'Italia come la Sicilia.
La legge:coloro che coinvolgono animali in manifestazioni illecite come le corse clandestine, sono punibili penalmente secondo l’articolo 544 quater del codice penale, con pene che vanno dai tre mesi a un anno di reclusione e multe dai 3 mila ai 15 mila euro, pene che possono essere aumentate di un terzo, poiché le corse clandestine sono considerate un’aggravante nel reato di maltrattamento di animali.I levrieri spesso sono utlizzati nelle corse o gare clandestine, illegali all'estero ma anche in Italia.
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