L'associazione si batte contro l'abbandono, il randagismo, la vivisezione, tutte le forme di maltrattamento e sfruttamento degli animali (dai circhi, alle pellicce, dagli allevamenti alla caccia) e i combattimenti di animali.

 

 

 

                                                                  
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asili per cani

 

                                                                                                                                                                                                                       In Germania è boom per gli asili per cani

 

Li portano all’asilo al mattino e li vanno a riprendere alla sera. Controllano il menu, la lista delle attività, il pedigree dei compagni. Sulla porta fanno ancora una carezza, un ultimo ciaociao con la mano, mentre quelli, insofferenti di tanti sentimentalismi, già corrono dove stanno gli altri. Ma Lilly, Benno e Fiffi non sono bambini: sono cani. Con kindergarten tutti per loro, dove si divertono così tanto che, quando è l’ora di tornare a casa, qualcuno fa i capricci e si rifiuta di seguire il padrone.

 

Meglio dei «dogwalker», che portano sì a spasso il cane e gli lanciano il bastone ma solo in ore fisse, gli «Huta» - un gioco di parole intraducibile - si occupano del cane a tempo pieno, se occorre anche di notte. Nei loro siti web, in capo al tariffario c’è un’introduzione etologica, che spiega quello che tutti sanno: il cane è un animale sociale, ha bisogno della compagnia dell’uomo e quand’è solo si intristisce. Tanto basta per ravvivare i sensi di colpa di chi è fuori casa tutto il giorno e indurlo a mettere mano al portafoglio, nel classico scambio delle società avanzate: poco tempo insieme e tanti surrogati.

 

E dunque, per i tedeschi cinofili, superoccupati e abbienti, che in vacanza vanno negli alberghi per cani con annessa zona wellness, ora c’è l’asilo a tempo parziale o pieno. Prezzo base: nove euro per sei ore al giorno. Chi vuole l’orario lungo - dalle 7.30 alle 19 - paga una retta mensile fino a trecento euro. Tariffa extra per week end, notti e festivi. Cibo di prima qualità, vario e dosato secondo le razze e l’età. Per i casi difficili, quando Fiffi non obbedisce agli ordini o abbaia e morde senza motivo, c’è una supernanny che lo raddrizza.

 

Il primo Huta è stato aperto ad Hannover nel 2003 e ospita fino a settanta cani al giorno: nessun box, nessuna catena, ma un ampio terreno sterrato dove i cani si muovono liberamente. Un successone, subito replicato a Brema, Berlino e Amburgo. L’ultimo sta alle porte di Duesseldorf, funziona da tre mesi ed è il non-plus-ultra in fatto di comfort canino: una tenuta di 52 mila metri quadrati con casette di legno come ricovero in caso di pioggia, arredate con panche imbottite e acquerelli alle pareti. A richiesta, come già avviene negli Stati Uniti, passa un canebus sotto casa per eliminare anche l’ultimo fastidio. Quattro persone si occupano di venti cani, trattamento personalizzato per i nuovi arrivati: chi non socializza subito con gli altri viene intrattenuto per tutto il tempo che serve a convincerlo che giocare con gli altri è più divertente che starsene in un angolo da solo.

 

 

 

 

                                          

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